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日志


1月30日

Tutti a caccia di Jason Kidd!!

 Jason Kidd proprio non capisce come sia possibile che la sua squadra perda nonostante le sue triple doppie… 
Era da un po’ che si mormorava; ma ora Jason Kidd, a dir poco insoddisfatto degli scarsi risultati della sua squadra, visti anche gli obiettivi di inizio anno, è finalmente uscito allo scoperto, chiedendo di essere ceduto. Per ora, coach Frank non ha voluto rilasciare commenti al riguardo, mentre il general manager Rod Thorn ha specificato che, se ci sarà uno scambio, esso avverrà esclusivamente se avrà un senso per la squadra e non solo per accondiscendere alle richieste del giocatore. Thorn ha inoltre precisato che, in un’ipotetica trade, la franchigia probabilmente non richiederà un playmaker come contropartita, data la grande fiducia riposta nel giovane Marcus Williams come play titolare del futuro. Ma allora, quali sono questi scambi di cui si parla?
La soluzione più in voga, e preferita da Kidd stesso, vedrebbe il re delle triple doppie a Dallas e ai Nets giovani come Jarret Jack e Travis Outlaw e contratti in scadenza come quelli di DeSagana Diop e Devean George, oltre a Jerry Stackhouse, alcune scelte e soldi. Ovviamente sarebbero coinvolti nella trade anche i Blazers, che riceverebbero alcuni giocatori dei Nets non ancora specificati.
Altre possibilità di scambio riguarderebbero i Lakers, che però si dice non essere davvero interessati, ma che potrebbero offrire, o Lamar Odom e briciole, o i contratti in scadenza di Kwame Brown, Chris Mihm e del neo-acquisto Trevor Ariza, oltre a Javaris Crittenton (o addirittura Jordan Farmar) e una prima scelta. Ma ai Lakers, con Bynum fuori per infortunio, converrebbe davvero cedere gli altri due centri (rimarrebbe solo Turiaf, che non è nemmeno un centro puro) e dei giovani che stanno ben figurando, per arrivare a un giocatore ormai quasi a fine carriera? E soprattutto, si è sicuri che smantellando una squadra che sta andando più che decentemente ma ricevendo Kidd, i Lakers si trasformerebbero in squadra da titolo?
Un’altra soluzione ancora sarebbe a Cleveland: i Cavaliers cederebbero a New Jersey l’atletico lungoDrew Gooden e il giovane tiratore Daniel Gibson. A dire il vero, ai Cavs piacerebbe assai di più cedere Larry Hughes piuttosto che Gibson, ma gli infiniti acciacchi e i 12 milioni di dollari guadagnati quest’anno dalla guardia ex ‘76ers rendono l’affare assai difficilmente appetibile per qualunque squadra (a parte forse i Knicks, che pare facciano la collezione di giocatori bolliti e strapagati…).
E, a proposito di Knicks, ecco un’ultima ipotesi, anche se ormai siamo al Fantabasket: Kidd ai Knicks in cambio di Eddy Curry (ormai ufficialmente incompatibile con Zach Randolph sotto canestro) e, probabilmente, Renaldo Balkman. Difficile però che i Nets scelgano di mandare la stella della squadra ai loro vicini di casa…


Davide Moroni

NBA News: infortuni, mercato, draft...


30.01.2008. 18:01   
 Caro Chris, tra poco potrai rimetterti in canotta e pantaloncini... vedremo se ti alzerai anche dalla panchina... 
Ora è davvero ufficiale: il nostro Marco Belinelli avrà un nuovo illustre compagno di squadra. I Golden State Warriors hanno infatti firmato Chris Webber per il minimo salariale per un veterano (1,2 milioni di dollari all’anno), che gli frutterà 570.000 dollari per il resto della stagione . I punti interrogativi riguardo all’affare non sono pochi, a partire dai rapporti con coach Nelson, non esattamente idilliaci qualche anno fa, e dallo stile di gioco della squadra californiana, forse troppo “spumeggiante” per un quasi trentacinquenne dalle ginocchia di cristallo. Dal canto suo, Webber ha dichiarato che si ritiene ancora pienamente in grado di giocare come ha sempre fatto nella sua carriera: segnando, prendendo rimbalzi, distribuendo la palla, rendendo così migliori i compagni e condendo il tutto con le sue innate doti di leadership… vedremo come finirà…
Intanto, per fargli posto nel roster, è stato sacrificato il play Troy Hudson, firmato un mese prima della regular season ma mai realmente presente in campo a causa di una lunga serie di infortuni.

 Dove andrà Stoudamire dopo Toronto, Portland e Memphis? 
L’altro “big name” (esagerando eh…) del mercato di questi giorni (a Jason Kidd abbiamo già riservato un servizio a parte) è quello di Damon Stoudamire. Ottenuto il buy-out dai Grizzlies e in scadenza domani il termine entro cui i “tagliati” non possono firmare, Stoudamire dovrebbe accasarsi ai San Antonio Spurs, in cerca di una riserva affidabile per Tony Parker, di nuovo “out indefinitely” per infortunio. Altre squadre ancora in corsa dovrebbero essere Magic, Nuggets, Raptors, Suns e Celtics, anche se probabilmente solo i biancoverdi sembrerebbero poter “competere” con gli Spurs. Peraltro, pare che Kevin Garnett stia pressando per avere come compagno di squadra Sam Cassell, piuttosto che Stoudamire.
Tuttavia, fonti vicine ai Clippers parlano di un Donald Sterling ancora fortemente convinto di poter arrivare ai playoff, e quindi restio a cedere il suo playmaker titolare…

 Earl Boykins è ancora in cerca di una squadra: giocherà con Nowitzki? 
Non sono poche dunque le squadre che cercano un play, ma la materia prima non dovrebbe mancare (la qualità è un’altra cosa…). Oltre ovviamente a Jason Kidd e Damon Stoudamire, si parla infatti di buy-out anche per Smush Parker, che gli Heat hanno firmato in estate ma che è fuori squadra ormai da due mesi. Inoltre, il minuscolo Earl Boykins è ancora free agent, nonostante una buonissima stagione l’anno passato, così come il declinante Gary Payton, dato vicino ai Warriors. Inoltre, J.J. Redick dei Magic ha chiesto di essere ceduto dato il suo ruolo marginale nella rotazione; lo stesso per Gerald Green, che nei giovani T-Wolves sperava forse di essere uno degli elementi chiave e invece gioca solo 12 minuti a partita, quando entra in campo (solo 21 gare disputate finora). Più diplomatico è stato Delonte West, fortemente voluto dai Sonics nell’ambito dell’affare Ray Allen. West infatti non si è lamentato per il suo scarso (scarsissimo) utilizzo, né ha chiesto di essere ceduto, dichiarando invece che questa situazione lo sprona piuttosto a lavorare ancora più duro per migliorare. Nonostante ciò, si parla di mandarlo per un po’ addirittura nella D-League insieme a Gelabale, per permetter loro di giocare con più continuità.
Infine, tra tanti che vogliono andar via, parliamo di un possibile ritorno, quello di Chris Andersen (qualcuno si ricorda di lui?!) che, dopo aver scontato i due anni di squalifica per doping, pare desti l’interesse dei New Jersey Nets, alla disperata ricerca di lunghi, visti l’infortunio di Krstic e il bassissimo livello di rendimento di Magloire, firmato quest’estate.
Non è bastato a Bobby Jones la miglior prestazione in carriera (20 punti, 13 rimbalzi e 7 assist) per guadagnarsi l’estensione del contratto decadale fino alla fine della stagione: i Grizzlies infatti, dopo aver tagliato Stoudamire, hanno ora bisogno di un playmaker come cambio di Kyle Lowry, promosso in quintetto per sostituire l’infortunato Conley.

Situazione infortuni: il play-guardia dei T-Wolves Randy Foye è tornato in campo la scorsa notte dopo una lunga assenza (producendo 11 punti in 17 minuti); ci vorrà invece almeno un’altra settimana per rivedere in campo Theo Ratliff. Jameer Nelson dei Magic dovrebbe invece rientrare stanotte; fuori invece per un po’ Devin Harris, anche se i Mavericks hanno dichiarato che, per ora, non stanno cercando sostituti. Nel caso l’infortunio dovesse rivelarsi più lungo del previsto, il nome che circola è quella del già citato Earl Boykins, del quale il suo agente ha detto che “avrà un lavoro entro la fine di questa settimana”. Infermeria dei Bulls: quasi pronti per il rientro Ben Gordon e Chris Duhon, ancora fuori Luol Deng. Fuori fino almeno a dopo l’All Star Game Anderson Varejao dei Cavaliers. Meno grave dovrebbe essere l’infortunio all’anca di Luke Walton dei Lakers, mentre Stromile Swift è stato sospeso per una partita dai Grizzlies.
 Danilo Gallinari nelle mire dei Phoenix Suns 
Una notizia non propriamente buona arriva da Denver riguardo a Nenè. Il brasiliano, operato due settimane fa per la rimozione di un tumore a un testicolo, verrà probabilmente sottoposto a due cicli di chemioterapia per ridurre le possibilità di un risorgere del cancro: questo dilata i tempi del suo ritorno sul parquet, ma evidentemente non deve essere questo il suo problema principale, al momento. Infine Darius Miles che, giusto per rinfrescare la memoria, è ancora un giocatore dei Blazers: niente di nuovo, il suo rientro è slittato di nuovo a data da definirsi, causa il riacutizzarsi di un problema a un tendine durante la riabilitazione.

E chiudiamo con una notizia (o piuttosto curiosità) che ci tocca un po’ più da vicino: i Phoenix Suns quest’anno usufruiranno della scelta degli Hawks nel draft, che presumibilmente sarà attorno a metà del primo giro. David Griffin, scout dei Suns ora in giro in Europa a “osservare”, ha dichiarato che sarà un draft profondo, ricco di talento ma senza particolari stelle e che questo favorirà chi sceglierà a metà del primo giro. E una delle principali opzioni della franchigia allenata da Mike D’Antoni dovrebbe essere nientepopodimeno che Danilo Gallinari, talentuosa ala classe ’88 in forza all’Olimpia Milano (per i pochi che non lo sapessero), il cui padre ha vissuto insieme proprio a D’Antoni nelle sue due prime stagioni a Milano. Ma, viste anche le sue ultime mostruose partite, siamo sicuri che Gallo a metà del primo giro sarà ancora disponibile?!

Bargnani all'All Star Ganme nella squadra dei Sophmore!!

Maurizio Gherardini volerà nella notte a Mosca, gradito ospite del charter del CSKA, dopo aver assistito alla partita di Eurolega tra i moscoviti e la Virtus, ultimo turno di una competizione ancora tutta da vivere per la squadra di Messina e viceversa già agli archivi per quella bolognese. Ieri per l'executive dei Raptors un passaggio in Ghirada, in compagnia di Rex Chapman, oggi nello staff dei Nuggets, capelli corti e qualche chilo di troppo, ieri saltatore favoloso, eccitante guardia di Charlotte, Washington e Phoenix nel panorama dell'NBA degli anni '90, con dodici stagioni consecutive chiuse in doppia cifra.

Gherardini si dichiara impegnato nel secondo giro d'orizzonte in vista del Draft, sonderà nei prossimi giorni ciò che può offrire il panorama russo e la settimana che verrà saranno poi in tre dei Raptors a dividersi a fette l'Europa che dedica il weekend alle coppe nazionali, tra Italia, Spagna, Francia e paesi balcanici.

Nel frattempo, dall'altra parte, la stagione di Andrea Bargnani è sempre oggetto di discussione, con i suoi sbalzi d'umore e di rendimento. Che comunque gli hanno concesso di partecipare ancora al Rookie Challenge, stavolta ovviamente tra i Sophomores, uno degli eventi del prossimo NBA All Star Weekend di New Orleans. A breve l'ufficializzazione. A maggior ragione l'occasione è ghiotta per chiedere a Gherardini della stagione, altalenante, di Andrea.

«Ha iniziato con una preseason molto buona, come sono state le prime cinque partite di campionato. Poi il nostro allenatore, soddisfatto di Andrea, ha provato ad allargare le rotazioni ad altri giocatori e la panchina Andrea l'ha sicuramente sofferta. Sono sopravvenuti problemi fisici, un periodo di crisi, poi di nuovo bene, quindi di nuovo guai alle ginocchia, poi ancora sopra i 20 punti e quindi una forma fastidiosa alle vie respiratorie. Per un motivo o per l'altro non è mai riuscito a prendere il ritmo e conservarlo, in una stagione non facile come è la seconda e che deve giocare per intero».

Le critiche non sono mancate, il coach lo vuole rimbalzista, la proprietà ha parlato anche di possibile scambio. «Bargnani è stato chiamato ad un delicato cambio di ruolo, utilizzato ora da centro. Ma non c'erano alternative, lui e Bosh sono i nostri due giocatori di maggior talento ed è sensato trovare il modo di farli giocare assieme. E Andrea può farlo solo da centro. Devo dire che sta lavorando molto duramente per questo, l'ho visto fare cose, in palestra, da solo, su cui l'anno scorso non avrei scommesso».

Resta da chiedersi se però, già finito nel mirino della critica e candidato ad essere una delle più deludenti prime scelte della storia, l'evoluzione tecnico-tattica non lo esponga ad ulteriori rischi. «La stampa è molto severa e pungente. Io dico che ad oggi abbiamo un record migliore di quello dell'anno scorso e l'abbiamo raggiunto con fuori due elementi del quintetto base, TJ Ford e Jorge Garbajosa. Dunque i Raptors funzionano ed Andrea con loro. Un concetto che anche in Italia mi sembra si faccia fatica a capire. Abbiamo vinto a Boston e San Antonio, battuto Dallas e Portland nel loro miglior momento. Non sono risultati casuali, come il fatto che abbiamo 3-4 tiratori tra i migliori venti della Lega». Un sistema in cui Bargnani ha un compito ben definito: «Elevare il suo livello di aggressività e concentrazione. Che non significa far fallo a metà campo 9 secondi dopo essere entrato, ma stabilizzare il suo approccio mentale sulle necessità che ha la squadra di averlo presente a rimbalzo ed in difesa. Se trova l'equilibrio con le sue indiscusse doti di tiratore perimetrale, Andrea continuerà la sua crescita».

Nel frattempo Bargnani ha incassato la superprestazione contro i Celtics, nel corso della quale la tv ha spesso cercato le espressioni soddisfatte di Gherardini, unico rappresentante del club che aveva viaggiato a Boston. Gherardini ha poi raccontato di aver a lungo parlato con Andrea, nei giorni scorsi. E le cene-confessione di Gherardini sono ora divenute uno dei motivi maggiormente battuti dalla stampa di Toronto...
1月29日

NBA: Aria di cambiamenti importanti?

Si avvicina l’all-star weekend ed anche la trade deadline e quindi iniziano a muoversi i pezzi da novanta. Infatti è uscito allo scoperto Jason Kidd che per voce del suo agente Jeff Scwartz, senza mezzi termini, dice che è ora di cambiare aria. La delusione del giocatore è tanta, in considerazione anche dei suoi buoni numeri. Non capisce assolutamente come sia possibile perdere anche se lui fa delle triple doppie. Eppure con il supporto di uno straripante Richard Jefferson e il nobile decaduto Vince Carter ci si aspettavano grandi risultati. Invece niente da fare, il supporting cast è troppo debole, l’infortunio di Nenad Krstic in primis e la presenza in roster di giocatori troppo giovani ed inesperti porta ad un record pressoché fallimentare.

Un altro argomento è la firma di Chris Webber che ora è ufficialmente di Golden State, si vedrà come saranno i suoi rapporti con Don Nelson ma non è nemmeno da trascurare la sua condizione fisica. Per i Warriors è comunque una scommessa di poco rischio e quindi ha solo da guadagnarci.

Questione Damon Stoudamire, finalmente è stato raggiunto il buy-out con Memphis e quindi è ufficialmente partita la caccia a questa riserva di lusso. In pole position ci sono Boston, Phoenix, forse Toronto e San Antonio.

Si vocifera che San Antonio, visto l’agguerrito West di quest’anno (quasi dieci squadre ad almeno il sessanta per cento di vittoria), sia a rischio di Lottery Draft. Complice il calendario sfavorevole per colpa del Rodeo che tutti gli anni si tiene nell’arena degli Spurs in questo periodo inizia una serie di nove partite fuori che potrebbero far salire oppure, come alcuni temono, far scendere le quotazioni dei campioni in carica.
1月21日

INTERISTI DI M***A!!!! SIETE DEI LADRI, QUALCUNO DOVREBBE ABBATTERVI!!!!


Gazzetta dello Sport: "Pasticcio Inter"; Corriere dello Sport-Stadio: "Scandalo Inter!"; Tuttosport: "L'Inter peggiore fa 13 l'arbitro dà una mano"; Il Giorno: "Inter, un rigore di troppo"; Gazzetta di Parma: "Grande Parma derubato dall'arbitro. Vergogna a San Siro"; L'Informazione: "Parma derubato dall'Inter a San Siro": questi sono solo alcuni dei titoli di stamani sui quotidiani a commento della gara Inter-Parma di ieri sera.

Questi alcuni dei voti assegnati dagli inviati all'arbitro Gervasoni:

Gazzetta dello Sport 4
Corriere dello Sport - Stadio 4
Tuttosport 4
Gazzetta di Parma 4.5
L'Informazione 3


1月19日

What's goin' on, Mago?


19.01.2008. 16:01   
 Cosa devo fare con lui? 
Eh, si. Siamo preoccupati. Molto preoccupati. Andrea Bargnani non sta facendo bene in questa sua seconda stagione, quella che, in teoria, avrebbe dovuto vedere la sua esplosione, viste le buone premesse emerse nella precedente. Invece, dopo un inizio ben augurante, tutto è crollato, con la parziale giustificazione anche di infortuni che lo hanno colpito. Di certo, però, non possono essere e non sono la causa fatale. Maurizio Gherardini ha affermato recentemente che forse Andrea paga la mancanza di riposo, dopo l’avventura (sfortunata) vissuta con la Nazionale italiana agli Europei: già, però, “forse”. Le ragioni di questa involuzione, invece, sembrano essere altre.
In primis, coach Mitchell. Siamo sinceri: sappiamo tutti che il coach non ha mai amato questo giocatore. Nel primo anno da rookie, lo usava pochissimo, salvo poi fare un improvviso cambio di rotta e regalargli ampi minutaggi: repentino ripensamento o longa manus di Gherardini e Colangelo? La seconda... Di Andrea, Mitchell non ha mai amato la scarsa aggressività, la passività in alcuni aspetti del gioco (difesa e rimbalzi) e lo scarso gioco sotto canestro: questo, a suo modo di vedere, per un 2.15 non è ammissibile. Poi mettiamoci anche che magari è un tipo tradizionalista, che non vede negli europei dei giocatori in grado di fare la differenza (come dimostra l’utilizzo dell’ottimo Calderon, utilizzato solo adesso per l’infortunio del confusionario T.J. Ford, e quello dell’altro spagnolo Jorge Garbajosa) e il gioco è fatto. Recentemente il coach ha dichiarato, molto duramente che “Dobbiamo prenderlo a pedate nel sedere finché non capirà che da lui ci aspettiamo più rimbalzi; questi ultimi contano quanto i punti. Deve piazzare il suo sedere addosso all'avversario e andare a prendersi la palla; non è certo tipo da tirarsi indietro, non è uno che a paura, quindi deve solo darsi da fare sotto canestro”. Intanto, il minutaggio glie lo ha ridotto, perché Bargnani quest’anno sta in campo 22,6 minuti a partita contro i 25,1 della passata stagione e questo, per un giocatore come Andrea che ha sempre dimostrato di produrre di più quando sta in campo per più tempo, fa la differenza.
In secondo luogo, il gioco dei Raptors. Andrea non è utilizzato come un punto di riferimento e giochi per lui sono chiamati molto, molto sporadicamente. Questo lo porta a forzare conclusioni, per cercare di entrare in partita, che non nascono da specifiche e studiate tattiche e ciò comporta un notevole abbassamento delle percentuali, come dimostrano le statistiche di quest’anno (37,5% contro il 42,5% dell’anno scorso); da qui, anche le prestazioni altalenanti, perché se forzi e il tiro entra prendi ritmo e fiducia, ma se è esce, inevitabilmente, perdi convinzione e se la squadra non ti supporta finisci per uscire dalla partita. Tutto ciò, comunque, è da ricondursi sempre al primo punto: la scarsa fiducia che l’allenatore, fondamentalmente, nutre nei suoi confronti e nella sua capacità di produrre. Vedendo le partite dei Raptors, si può tranquillamente affermare che le uniche situazioni che si sviluppano per Bargnani sono quelle dal pick & roll alto, con la sua rotazione dietro la linea dei tre punti per il tiro; per il resto poco altro. Tutt’altro trattamento, per fare un confronto, con quello riservato a Bosh. Mettiamo in evidenza una cosa: Bosh è sempre stato utilizzato, sin dal suo primo anno, come un punto di riferimento per l’attacco, con situazioni di gioco costruite per lui; anche quando giocava male, la squadra lo supportava, giocando su di lui. Andrea non ha questa opportunità, quindi ogni occasione diventa quasi unica, fondamentale e la pressione aumenta, anche per la smania di dimostrare.
 Difendessi sempre così... 
Recentemente, purtroppo, non si può fare a meno di registrare le dichiarazioni del GM del club, Bryan Colangelo, che a proposito del giocatore italiano ha dichiarato “Andrea ha avuto un ottimo inizio di stagione; sembrava pronto per prendere in mano la squadra, come aveva fatto negli ultimi playoff, ma dopo l’infortunio il suo rendimento è crollato. Sono molto deluso e Andrea lo sa benissimo. Il futuro? Non è incedibile, e se dovesse capitarci una ghiotta opportunità, non ce la lasceremo scappare, ma dovrebbe essere qualcosa di veramente grosso. Su Andrea contiamo moltissimo per il futuro; forse è arrivato stanco dopo l’estate passata con la Nazionale e quando le cose hanno iniziato ad andar male ha perso fiducia. E’ chiaramente regredito: deve prendere più rimbalzi, non farsi trovare sempre inchiodato al suolo. In difesa, poi, entra, commette due falli in un niente, ed è costretto subito a tornare a sedersi. Penso che sia soprattutto un problema mentale più che tecnico, ma sono certo che le cose andranno apposto, anche se per farglielo capire magari a volte dovremo usare le maniere forti”.
Insomma, non nascondiamoci comunque dietro a tanti fattori certamente influenti: Andrea deve migliorare il suo rendimento perché può, ha tutte le potenzialità per farlo. 8,8 punti e 3,4 rimbalzi (nelle ultime 20 gare, 6,1 punti con il 32,6% al tiro, il 21,0% da 3 e soli 2,6 rimbalzi), ma soprattutto i soliti quasi tre falli a partita (ricordiamo: in 22,6 minuti) sono un rendimento pessimo. Si, pessimo: le statistiche lo collocano tra le peggiori prime scelte assolute del draft, al secondo anno, delle ultime stagioni; nel passato è capitato solo a Pervis Ellison, scelto al numero 1 nel draft 1989 da Sacramento e scambiato con Washington la successiva estate dopo aver giocato solo 34 gare per infortunio.
Adesso ci sarà la pausa per l’All Star Game, cui Bargnani prenderà parte (sfida Rookie vs Sophomore), e speriamo che questo gli dia la possibilità di ricaricare le pile e fare un buon finale di stagione, giusto per essere pronto per i Playoff.
Chiudiamo prendendo in prestito le parole della canzone che vinse il festival di Sanremo del 1987, cantata da Tozzi, Morandi e Ruggeri: ”Si può dare di più”. Si, Andrea, si può dare di più e tu puoi farlo.
1月15日

Lucarelli al Parma!!!! Ma vieni!!!!!!!!


LA PRESENTAZIONE DI CRISTIANO LUCARELLI
Tutta la conferenza stampa

La sala stampa dello Stadio Tardini, esaurita in ogni ordine di posto da giornalisti e tifosi, ha accolto questa sera Cristiano Lucarelli, per la presentazione ufficiale. Soddisfatto il Presidente Tommaso Ghirardi (“Sono fortemente emozionato e contento che Cristiano abbia scelto la nostra Società e che sia voluto tornare in Italia scegliendo Parma.Credo di aver fatto un grande colpo: é un giocatore importante che viene qui a Parma dove sicuramente darà un contributo importantissimo”), al tavolo degli oratori affiancato dai dirigenti Berta e Zamagna. L’attaccante – acquistato a titolo definitivo dal Parma FC – ha firmato un contratto fino al giugno 2011. “Il Presidente, sbaragliando la concorrenza, è arrivato, ha fatto l’assegno e se n’è andato, ma quello che mi ha colpito di più è stato il progetto che mi è stato proposto da lui: fino ad oggi non avevo in mente l’idea di cosa fosse un progetto, e in questi giorni sono riuscito a capire che un conto è dire la parola progetto, un altro conto è cercare di metterlo in pratica davvero. Senza voler sminuire il sacrificio economico che ha fatto il Parma, devo dire che la tentazione economica era da altre parti, e lo dico conoscendo il grande sforzo che ha fatto il Presidente. Però questo deve essere un grande vanto per questa società, perché se nella mia decisione è venuto meno il lato economico e ha prevalso il progetto e le prospettive di questa società, penso che i dirigenti debbano essere assolutamente orgogliosi. Questa scelta è stata fatta con la testa, perché ritenevo che questa fosse la scelta professionale migliore.”

 

L’introduzione del Presidente del Parma FC Tommaso Ghirardi:

“Buonasera a tutti, grazie di essere qui così numerosi. Ringrazio principalmente i tifosi, perché la stampa, sempre gradita, è qui per lavoro. Un ringraziamento va anche a loro, ma soprattutto, come ho appena detto, ringrazio i tifosi, veramente numerosi.

Siamo qui per presentare il nostro ultimo acquisto: è un’operazione molto importante, a cui stavamo lavorando già da tempo. Merito di questa operazione va a Berta, e a Zamagna, a Di Taranto e all’avvocato Zaglio, quest’ultimi due appena di ritorno dall’Ucraina assieme al giocatore, e al procuratore Pallavicino, che ha dato un grosso contributo.

Sono fortemente emozionato e contento che Cristiano abbia scelto la nostra Società e che sia voluto tornare in Italia scegliendo Parma: questa è una decisone importante, dovuta anche alla conoscenza che Cristiano ha fatto con me e con i miei collaboratori, con la nostra città e con i nostri tifosi. Aveva tantissime richieste sia all’estero sia in Italia, da club importanti, e dunque devo essere felice come lo siete voi, del resto questa manifestazione d’affetto la trovo importantissima. Credo di aver fatto un grande colpo, un giocatore importante che viene qui a Parma dove sicuramente darà un contributo importantissimo. Do ufficialmente il benvenuto tra noi a Cristiano Lucarelli.”

 

Il primo saluto di Cristiano Lucarelli:

“Anche io parto dai ringraziamenti, perchè credo sia doveroso: a questa società che sinceramente dai primi di dicembre ha cominciato a martellarmi nel vero senso della parola, ad inviarmi messaggi in continuazione, sms, telefonate, di tutto di più. Non è che ci sia voluto tantissimo a decidere, visto che il corteggiamento è stato cosi pressante: nonostante ci fossero tantissime società pronte ad ingaggiarmi sia in Italia che all’estero, come ha detto il presidente, quello che mi ha colpito di più è stato il progetto che mi è stato proposto. La cosa determinante è stata il fatto che il Parma mi abbia acquistato da subito a titolo definitivo, senza passare da prestiti con eventuali riscatti da decidere a giugno, e mi ha fatto un contratto di tre anni e mezzo. Da qui la dimostrazione che volevano veramente Lucarelli, e che erano disposti a dei sacrifici economici, in particolar modo nei confronti degli ucraini. Questo ritardo che c’è stato è dovuto proprio a questo: il presidente sbaragliando la concorrenza è arrivato, ha fatto l’assegno e se n’è andato. Anche dall’altra parte lo Shaktar ha avuto la soddisfazione di poter trattare con una società che in poco tempo ha chiuso l’operazione. Voglio ringraziare tutti perché mi viene data una grandissima possibilità dal punto di vista professionale, perché Parma è una piazza che fino a poco tempo fa ha avuto la possibilità e il blasone di poter schierare un certo tipo di giocatori. Non voglio creare delle aspettative, ma il Presidente, da quello che mi ha detto, vorrebbe riavvicinarsi a quel Parma lì. E’ stato molto semplice dire di sì…”

 

Interviene il Presidente Ghirardi:

“Si è sbilanciato un po’…”

 

Riprende Cristiano Lucarelli:

“Devo mettergli un po’ di pressione fin da subito, come è nelle mie migliori tradizioni. Per far fare una squadra forte devo litigare con i presidenti. A parte gli scherzi, credo che a Parma non ci saranno problemi, almeno per quello che mi è stato detto, ho molta fiducia nei suoi confronti e credo di aver fatto la scelta giusta.

Al di là di oggi, che siamo tutti in armonia, tutti felici, da domani ci metteremo la tuta e cominceremo a sudare, perché c’è una salvezza da raggiungere con i denti, lottando fino all’ultimo secondo dell’ultima giornata di campionato, anche se qualcuno, in maniera furba, dice che potremo lottare per altri obiettivi: non crediamoci, perché questi sono tranelli.

Sappiamo, per quest’anno, quali sono i nostri obiettivi, quindi remiamo tutti dalla stessa parte per poterli raggiungere al più presto possibile. Se avete domande sono a vostra disposizione; mi raccomando, però: siccome sono timido, non esagerate...”

 

Le risposte di Cristiano Lucarelli alle domande dei giornalisti

 

In Ucraina ha giocato spesso e si è allenato sempre: nessun problema se dovesse giocare già contro l’Inter?

“Ho disputato l’ultima partita di Champions League il 4 dicembre, poi c’è stata la sosta, anche se io ho continuato ad allenarmi con l’Armando Picchi, società del Campionato Nazionale Dilettanti di Livorno, e in questa sede colgo l’occasione di ringraziare, perché mi ha dato la possibilità di mantenermi in forma. Però è chiaro che qualcosa ho perso, il ritmo partita un po’ mi manca. Domani parlerò con il mister e con il preparatore atletico e stileremo un programma per capire in quanto tempo potrò essere pronto e a disposizione al top. Poi, con il mio carattere, scenderei in campo anche al 15%, però arrivo in punta di piedi, e non credo assolutamente che la maglia da titolare mi verrà regalata, giustamente, ma dovrò sudarmela come ho sempre fatto. La cosa principale è mettermi a posto fisicamente; quando sarò ok, mi metterò a disposizione e cercherò di guadagnarmi il posto al pari di tutti i miei nuovi compagni.”

 

Nessuno la conosce meglio di lei stesso: quanto le manca per essere al 100%?

“Penso che nel giro di dieci giorni potrei stare discretamente, e nel giro di un mese essere al top. Si potrà essere più precisi domani dopo aver parlato con l’allenatore e il preparatore atletico.”

 

Quanto ha influito nella sua scelta il fatto che fosse Di Carlo l’allenatore del Parma?

“Sicuramente il fatto di conoscere l’allenatore ed il fatto di aver già giocato con alcuni giocatori attualmente in rosa è un vantaggio, anche perché loro mi hanno subissato di sms e telefonate come ha fatto il Presidente.

La cosa principale è il progetto che mi è stato proposto: fino ad oggi non avevo in mente l’idea di cosa fosse un progetto, e in questi giorni sono riuscito a capire che un conto è dire la parola progetto, un altro conto è cercare di metterlo in pratica davvero. Credo ci siano tutte le condizioni, in un ambiente come questo, di poter sviluppare questo tipo di programmazione.”

 

Anni fa per passare dal Torino al Livorno fece un passo indietro a livello economico…

“Questa volta di passi indietro ne ho fatti due…”

 

In questo caso, allora, quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a fare questa scelta?

“Il fatto di arrivare in un ambiente speciale. Ho visto in televisione la partita che il Parma ha disputato domenica scorso contro la Fiorentina: la città di Parma va in controtendenza con quello che sta succedendo negli altri stadi, ovvero il fatto che il Parma ha uno stadio quasi pieno, almeno dalla televisione l’impressione è stata quella, mentre invece negli altri stadi ci sono di cali di spettatori, e se si pensa che fino a qualche anno fa questa gente ha visto calcare il suolo del Tardini a giocatori di un certo spessore, questa situazione è un po’ anomala. Adesso c’è Lucarelli, e non è che sia la stessa cosa, però la serietà del presidente, la convinzione, l’organizzazione, anche la logistica, perché dal punto di vista geografico Parma mi è molto comoda, perché sicuramente fino a giugno non avrò la possibilità di portare qui la mia famiglia. Tutte questa serie di cose mi hanno fatto prendere in fretta questa decisione: c’erano, insomma, tute le condizioni per poter fare questa scelta, che, ripeto, dal punto di vista professionale è la migliore che potessi fare.”

 

Anche per essere più vicino agli occhi di Donadoni…

“E’ un motivo in più, però oggi sarebbe sbagliato dire questa cosa. Oggi sono qui per fare bene al Parma, poi se farò bene a Parma, forse si potrebbe aprire anche questa porta, però sono qui per quello che devo fare per il Parma.”

 

Qualcuno a Livorno spera che lei a marzo non sarà disponibile…

“Il presidente mi ha categoricamente proibito di parlare di Livorno... L’unica cosa che posso dire è che il pensiero i mille persone non possono condizionare il pensiero di un’intera città. Qualcuno a cui non sono mai stato simpatico c’è e ci sarà sempre, e adesso coltiva questa strada, però io ho la coscienza a posto, anche perché sono andato nella società che mi ha voluto e che mi ha cercato, quindi la mia scelta è stata assolutamente libera. Ripeto: mille persone  a cui posso non stare simpatico non credo possano condizionare il pensiero di una città di duecentomila persone: in questi quattro anni credo abbiano avuto anche troppa pubblicità, e come ha detto il presidente credo sia giusto finirla qua, anche per non andare ad intaccare il rapporto che ho con gli altri cittadini.”

 

In Ucraina cosa non ha funzionato?

“In Ucraina le cose sono andate bene: non posso parlare di un’esperienza negativa, che se non ci fosse stata l’eliminazione dalla Champions League, sarebbe continuata almeno sino a giugno. Purtroppo è accaduto che siamo stati eliminati dalla Champions, ed in Ucraina c’è una legge che obbliga le squadre a schierare quattro ucraini in campo e quattro in panchina: per gli stranieri le maglie si riducono a dieci giocatori. Tra l’altro a giugno ci sarà un ampliamento che prevedrà l’aumento a sei giocatori di nazionalità ucraina, perciò sarà ancora più dura, e per questo non avevo professionalmente l’interesse per rimanere là, perché loro non potevano garantirmi la possibilità di giocare tutte le partite, che era invece quello di cui avevo bisogno io per rincorrere anche l’altro obiettivo. E’ normale che facendo questa scelta, l’altro obiettivo diventa una conseguenza di quello che riuscirò a fare qui con questa maglia.”

 

Guardando Shaktar-Benfica, si notava come non le passavano mai il pallone: come può una società di oggi avere una gestione di spogliatoio arretrata di anni?

“Oggi si sono fatti perdonare e me ne hanno regalata una rete, di palloni: hanno cercato di rimediare così. Sono cose che succedono. Sicuramente il fatto di non parlare perfettamente, anzi niente, la loro lingua ha contribuito al mio inserimento all’interno dello spogliatoio, perché la lingua era veramente complicata. Poi per uno come me, a cui piace creare l’ambiente allegro, uno spogliatoio dove si rida e si scherzi, e si lavori nel momento in cui c’è da farlo. Ci sono anche i momenti adatti agli scherzi, alle battute; per me era arrivato un momento in cui facevo le battute e ridevo da solo, ed era praticamente impossibile comunicare, quindi credo che la difficoltà sia nata tutta lì..”

 

Non le mancheranno i brasiliani…

“No, io sono una persona che ha sempre avuto un ottimo rapporto con i brasiliani  e i sudamericani in generale. In Ucraina è stata una cosa casuale.”

 

In Italia ha fama di grande attaccante; all’estero non era andata bene neanche al Valencia…

“A Valencia subii un infortunio che mi tenne fuori per sette mesi, quindi non ebbi proprio la possibilità di esprimermi al meglio,  parte all’inizio della stagione, in cui vincemmo l’Intertoto e disputammo due turni di Coppa Uefa. Quella stagione non è valutabile. L’esperienza ucraina appena conclusa non è negativa avendo accumulato undici presenze totali e realizzato otto gol. Non è poco, se si considera che quattro degli otto gol sono stati realizzati in Champions League: è un ruolino di tutto rispetto, considerando che solitamente nella prima parte di stagione faccio fatica ad entrare in condizione e rendo meglio nel girone di ritorno.”

 

Ha detto di aver visto Parma-Fiorentina: come giudica la squadra gialloblu?

“Il Parma ha un’ottima rosa. Da quando è nata la trattativa ho seguito il Parma e devo dire che se adesso avesse quattro o cinque punti in più in classifica, non ci sarebbe nulla di strano. Sono stati persi dei punti per mancanza di esperienza e per mancanza di cattiveria. Il presidente, quando mi ha chiamato, mi ha detto che cercava un giocatore in grado di portare, tra virgolette, un po’ di ignoranza, e credo che sotto questo aspetto abbia fatto bingo.”

 

Che caratteristiche deve avere il suo compagno di reparto per valorizzarla al meglio?

“Ho giocato con altri attaccanti e con diverse soluzioni tattiche; quando c’è l’intelligenza e la disponibilità a voler convivere con altri attaccanti, anche quando le caratteristiche direbbero il contrario, si può fare tutto. Più di questo sarà importante che io impari ad adattarmi alle richieste dell’allenatore, e non il contrario. Vengo in punta di piedi, senza fare proclami, perché non rientra nel mio carattere: mi conoscete e sapete come interpreto le partite di calcio. Non sono certo venuto qui per fare proclami: sono a disposizione dell’allenatore. Mi è stato chiesto di venire a dare una mano, e sono a disposizione per poter fare questo.”

 

Cosa ne pensa di una sua ipotetica convivenza in attacco con Corradi?

“Questo è un problema del mister, non mio.”

 

Domanda al Presidente Ghirardi:

Forse dal fatidico momento della salvezza della scorsa stagione, questo è il primo vero e proprio momento di grande entusiasmo…

“Oggi c’è molto entusiasmo e sono molto contento, anche per i tifosi del Parma, però mi sembra ingiusto dire che non ci sono stati momenti di grande entusiasmo, perché l’acquisizione del Parma da parte della mia società con Medeghini, stata molto entusiasmante, così come il fatto di aver ottenuto grandi vittorie nella passata stagione culminata con una salvezza grandiosa. La campagna acquisti di quest’estate è stata ben gradita dai tifosi, dal pubblico, e sono contento che oggi ci sia questo entusiasmo per l’arrivo qui con noi di Cristiano. E’ un mix di entusiasmo che fa bene, perchè bisogna ricordarsi che questo è uno sport.”

 

Questo acquisto di fatto apre una nuova prospettiva per il Parma…

“La logica degli acquisti è quella di comprare giocatori che portino benefici. Sapete che io non faccio acquisti per caso, e questo non è per esaltare le mie qualità, me per dire che sono molto realista e molto concreto. A mio avviso e del mio staff tecnico, avevamo bisogno di un attaccante, e siamo riusciti, senza presunzione, a prendere il meglio che c’era sul mercato.”

 

Il mercato è chiuso?

“Il mercato è appena iniziato, perché Lucarelli è stato il primo acquisto che abbiamo fatto. L’abbiamo fatto perché è importante, ci serviva e ci ha permesso di arricchire la rosa. Adesso staremo attenti a quello che sarà il prosieguo del mercato: se ci saranno delle opportunità interessanti che possono portare valore aggiunto alla nostra rosa, vedremo la possibilità di farlo. Sapete già che follie non ne facciamo, facciamo quello che ci permettono i bilanci.”

 

Altre risposte di Lucarelli

Il primo grande vantaggio sarà che non segnerà più al Parma…

“Questo stadio mi ha sempre portato fortuna; speriamo che la fortuna continui.”

 

Genoa, Torino. Da chi è stato tentato di più oltre, che dal Parma?

“Dirò una cosa che non vorrei sminuisse il sacrificio economico che ha fatto il Parma, però la tentazione economica era da altre parti, e lo dico conoscendo il grande sforzo che ha fatto il presidente. Però questo deve essere un grande vanto per questa società, perché se nella mia decisione è venuto meno il lato economico e ha prevalso il progetto e le prospettive di questa società, penso che i dirigenti debbano essere assolutamente orgogliosi. Questa scelta è stata fatta con la testa, perché ritenevo che questa fosse la scelta professionale migliore.”

 

Il Livorno ha fatto un sondaggio per lei?

“No, del Livorno non ho mai sentito nessuno.”

 

Se dovesse segnare al Livorno esulterebbe? Se sì, come?

“Manca talmente così tanto tempo a quella partita che mi sembra assurdo parlare di queste cose, poi quando arriverà il momento ci penseremo.”

 

Hanno influito nella sua scelta parmigiano e culatello?

“Sicuramente sì…”

1月11日

Basket: la TIM Cup a Bologna!!!


11.01.2008. 16:46   
  
La Tim Cup Final Eight 2008 si aprirà con Montepaschi Siena-Scavolini Spar Pesaro, in programma giovedì 7 febbraio alle 18.30 al PalaMalaguti di Casalecchio; nella stessa serata (ore 21.00) l'altro quarto di finale della parte alta del tabellone, Lottomatica Roma-La Fortezza Bologna.
Venerdì 8 alle 18.30 Angelico Biella-Pierrel Capo d'Orlando, alle ore 21.00 Premiata Montegranaro-Air Avellino.

Le semifinali sono in programma sabato 9 febbraio, sempre alle 18.30 e 21.00, la finale sarà domenica 10 febbraio con orario da definire.

Questo il tabellone completo:
Giovedì 7/2 ore 18.30
1-Montepaschi Siena
vs
Scavolini Spar Pesaro

Giovedì 7/2 ore 21.00
La Fortezza Bologna
vs
4-Lottomatica Roma

Venerdì 8/2 ore 18.30
3-Premiata Montegranaro
vs
Air Avellino

Venerdì 8/2 ore 21.00
2-Angelico Biella
vs
Pierrel Capo d'Orlando

Sabato 9/2 ore 18.30
Semifinale A (vincente Siena/Pesaro vs vincente Roma/V.Bologna)

Sabato 9/2 ore 21.00
Semifinale B (vincente Biella/Capo d'Orlando vs vincente Montegranaro/Avellino)

Domenica 10/2
Finale Tim Cup Final Eight
1月3日

Frankie Hi NRG Mc - Rap Lamento.

 
Per fare una partita alla "Repubblica" occorre essere iscritti a una compagine politica:
ce ne son decine tra cui scegliere a seconda del colore (anche se ultimamente il nero va per la maggiore).
Una volta che si è in squadra - o in squadraccia - è importante aver le natiche al posto della faccia per riuscire a reggere la fase atletica, con più tensioni: la campagna acquisti, detta anche "le elezioni".
Caratteristica della "Repubblica" è di esser gioco a palla multipla, ma senza limiti di numero, volume o qualità di sorta: ognuno inventa le sue palle e poi le spara a propria volta.
E il pubblico pagante che finora è stato zitto decide chi tifare, esercitando un suo diritto, credendo a quelle palle che lo fanno più contento e premiandone l'autore con un posto in Parlamento.

Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.

II Parlamento è uno stadio tutto pazzo: 2 curve a gradinate senza un vero campo in mezzo, rinchiuse in 2 palazzi in cui s'attizzano gli scazzi tra schiamazzi e rubamazzi, istituzionalizzando gli intrallazzi.
Si aprono le danze tra le squadre elette e parte il walzer delle alleanze, in cui vengono stretti tutti i gatti con i sorci, i cani con i porci, in quell'unico bestiario che dovrebbe governarci.
La maggioranza vince, il resto fa l'opposizione, un manipolo di eletti forma una delegazione, va dall'arbitro sul colle per prestare giuramento forgiando nuove palle da buttare in Parlamento.
'Ste palle - dette "leggi", per via del peso scarso - avuto un voto, un veto, un Vito ed un ricorso, galleggiano tra i banchi tutto quanto il santo giomo: da destra a sinistra a destra e poi ritorno.

Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.

Nell' ultimo periodo il gioco è fatto statico, monotono, le palle son talmente enormi che manco rimbalzano, ma schiacciano le regole e all' arbitro che estrae un cartellino danno pure del daltonico: bazzecole, il peggio ha da succedere.
Qui stanno convincendo il pubblico a pagare senza scegliere, abbonandosi al satellite e restando tutti a casa, usando il nome di "Repubblica" per tutta un'altra cosa: uno sport che si gioca su una piazza da un balcone, dove uno urla qualcosa e tutti gli altri che ha ragione.
Brutta razza 'sti tizi che in terrazza dirigon con la mazza un gioco in cui s'ammazza chi non si sollazza!
Da un bel pezzo c'è st'andazzo e non prendetemi per pazzo se ipotizzo 'ste compromissioni storiche, ma qui nel nostro Stato il campionato vien giocato solamente da due squadre con le maglie identiche.

Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.
1月1日

Fortitudo: esonerato l'allenatore Andrea Mazzon.

31.12.2007. 18:10   
  
La sofferta decisione per attuare un cambiamento radicale

La Fortitudo Pallacanestro comunica di avere esonerato l’allenatore Andrea Mazzon. La decisione, certamente sofferta, è scaturita da una profonda analisi della situazione effettuata al termine della prima metà di stagione, che non ha visto la squadra raggiungere risultati pari alle aspettative. La Società ha dunque avvertito la necessità di attuare un cambiamento radicale, pur mantenendo immutata la profonda stima sia a livello personale che professionale di Andrea Mazzon, al quale augura il meglio per il futuro. Nei prossimi giorni verranno rese note le decisioni della Società riguardo al nuovo allenatore.

Fortitudo Pallacanestro Srl